Il nome di Federica Brignone oggi è sulla bocca di tutti, come esempio limpido dei valori più alti dello sport, ma ci sono alcuni aspetti della sua straordinaria carriera sportiva che pochi conoscono, come il rapporto speciale che ha con Milano e con il centro sportivo XXV Aprile, che appartiene da sempre alla sua vita sportiva.
Di seguito riportiamo alcuni passaggi dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera e che potete leggere nella sua versione integrale al seguente link: Brignone, le Olimpiadi e Milano
Nell’attesa di rivedere presto Federica al CS XXV Aprile, CUS Milano e il Presidente Castelli, si complimentano per gli straordinari successi sportivi raggiunti che ci riempiono di orgoglio!
—
dal Corriere della Sera
Brignone, le Olimpiadi e Milano: «Torno sempre a casa dei nonni e a tagliarmi i capelli. La cotoletta è meglio della scaloppina valdostana»
Federica, lei ha vissuto i suoi primi sei anni a Milano, poi la sua famiglia si è trasferita a La Salle, in Val d’Aosta. Forse poco per ricordare.
«Però il Parco giochi me lo ricordo bene così come quella specie di gabbia al centro dove mi piaceva arrampicarmi. E la casa di via Voghera, che era circolare perché univa tre appartamenti, dove mio fratello Davide mi inseguiva con il trenino. Di quegli anni mi è rimasta Flavia, una delle mie migliori amiche ancora oggi. È lei che mi scorrazza in giro quando torno in città».
A Milano c’è anche la casa dei nonni.
«Si, in via Montevideo. Ora che i nonni non ci sono più ci abita mio zio Federico, ma è lì che vado a vivere quando vengo a Milano. Per anni poi ho fatto preparazione atletica al Campo XXV Aprile. Milano fa parte della mia vita e della mia storia agonistica».
La riconoscono quando gira per Milano?
«Sempre di più e la cosa mi imbarazza un po’. Quando succede mi chiedo sempre un po’ stupita: ma stanno chiamando me?».
È vero che le piace girare per Milano in bicicletta?
«Sì, detesto prendere la macchina in città. Con la bici ho scoperto una metropoli che non immaginavo, ci sono angoli di Milano bellissimi ovunque anche se un paio di volte nel mio girovagare ho perso un po’ la bussola e mi è capitato, girando a vuoto, di ritrovarmi due volte nella stessa via…».
Cosa non le piace di Milano?
«Il traffico. Il non sapere mai dove parcheggiare la macchina. Non mi piace una certa frenesia del vivere. A Milano sto bene, ma poi mi viene la voglia dei miei spazi aperti, dell’aria pulita».
E cosa le piace invece?
«Milano è una città sempre viva. A qualsiasi ora e in qualsiasi momento puoi uscire, fare qualcosa e trovare tutto. Fantastico».
I suoi posti del cuore?
«La casa dei nonni sempre, ma anche andare a correre al Parco Sempione. E tutte le gelaterie che ci sono in città. Sono malata di gelato».
C’è un suo murales a Cascina Corba, in zona Lorenteggio, che la ritrae mentre bacia la Coppa del Mondo.
«Avere un murales così bello che racconta uno dei momenti più emozionanti della mia carriera e della mia vita è un orgoglio. Quando l’ho visto la prima volta mi è venuta la pelle d’oca».
Cos’ha di milanese Federica Brignone?
«La voglia continua di muovermi e di viaggiare, di vedere e di scoprire. La voglia di libertà».














